Come cucinare la carne ai neonati

2 Mar 2021

Carne e pesce sono gli ingredienti chiave dello svezzamento. Secondo gli esperti questi cibi non possono mancare nella dieta di un neonato, per favorire una crescita sana ed equilibrata. In ogni caso è molto importante scegliere prodotti di elevata qualità, che dovranno essere cucinati seguendo regole ben precise, e mettendo in atto tutta una serie di accorgimenti. Vediamo tutto quello che bisogna sapere a riguardo e come preparare pappe deliziose e nutrienti per i nostri piccoli.

Primo anno di vita e svezzamento

La fase dello svezzamento è molto delicata. In questo periodo il neonato potrà assaggiare nuovi alimenti e sperimentare i primi sapori. Il distacco dal seno materno genera in lui un inevitabile cambiamento, non solo sotto un profilo strettamente alimentare. Il bambino infatti potrà acquisire una minima autonomia, incuriosirsi, afferrare gli oggetti e guardare il cibo con un certo stupore.

L’alimentazione, a partire dallo svezzamento e fino a tutto il primo anno di vita, dovrà essere quanto più possibile variegata. A partire dal sesto mese di vita e fino al nono sarà possibile offrire al neonato omogeneizzati, meglio se fatti in casa, con materie prime accuratamente selezionate e genuine. Il neonato potrà essere nutrito anche con liofilizzati e pappe di ogni tipo.

Quanto alla carne, bisogna precisare che questo alimento è uno dei più importanti nella dieta di un neonato, ma si dovrà aggiungere alla pappa giornaliera con una certa gradualità. A questo riguardo è sempre bene iniziare con la carne bianca, come pollo e tacchino, per poi passare al coniglio, all’agnello e infine a quella rosa di manzo. L’introduzione nel piano alimentare di questi cibi dovrà essere progressiva, tenuto conto dei grassi e della consistenza delle carni.

Bisogna inoltre precisare che la carne potrà essere cotta assieme al brodo vegetale per realizzare passati e frullati semplici da digerire. La preparazione richiede la massima attenzione ed è necessario procedere all’iniziale pressatura della carne. Successivamente si passa alla bollitura per ridurre il quantitativo di grassi. In genere la porzione non deve oltrepassare i 40 grammi ed è sempre consigliata la cottura lenta e lunga, anche a vapore. Vediamo nello specifico i singoli passaggi da seguire.

Preparare la pappa: scelta della carne

Raggiunto il sesto mese di vita il bambino potrà stare a tavola assieme ai genitori seduto sul seggiolone. In questa fase di crescita il neonato inizia a provare un certo interesse per i cibi, oltre che scoprire i primi sapori e profumi. Quando il bambino mostra segnali di curiosità verso le pietanze consumate da mamma e papà sarà possibile cominciare con lo svezzamento. Questa fase segna il passaggio graduale dall’alimentazione a base di latte, quello del seno o artificiale, ad una dieta più completa e variegata. Oltre ai pezzetti di frutta grattugiati si può arrivare pian piano ad un pasto sempre più ricco, in modo da garantire al neonato un crescente apporto proteico.
Quale tipo di carne scegliere a tal riguardo? Sicuramente si può partire da quella bianca per arrivare al vitello. Quest’ultima è una delle carni più indicate all’alimentazione dei bambini, in quanto tenera, facile da masticare, dal gusto tenue che risulta particolarmente adatto per il palato di un neonato. In questa fase infatti egli ancora non è pronto per apprezzare gli aromi eccessivamente intensi.

Occorre inoltre segnalare che la carne di vitello risulta uno degli ingredienti più utilizzati nella preparazione degli omogeneizzati, oltre ad essere largamente consigliata dai pediatri. Questa carne infatti racchiude le vitamine del gruppo B che sono sono fondamentali per la crescita. Tra queste merita di essere segnalata la B12 che offre benefici per il cervello, la vista, il sistema nervoso e le funzionalità cognitive del piccolo.

Calcio, zinco, selenio e magnesio sono altri elementi contenuti nella carne di vitello, che come quella di manzo si rivela fondamentale per sopperire ai fabbisogni nutrizionali del neonato. In questa carne si trova anche la taurina, presente nel latte materno, oltre che grassi monoinsaturi e polinsaturi, importantissimi per lo sviluppo cerebrale del bambino.

La presenza di carne, sia rossa che bianca, nella dieta del bambino offre tutta una serie di benefici duraturi anche a carico del sistema immunitario. Il neonato potrà migliorare le capacità di apprendimento e concentrazione, oltre che crescere in maniera robusta, sviluppando correttamente la muscolatura e le ossa. Gli studi confermano che il consumo di carne favorisce la crescita in altezza, abbassa la pressione sanguigna e migliora gli indici di massa corporea.

La carne quindi dovrebbe essere fra i primi cibi complementari da offrire ai neonati. Non è un caso infatti se gli specialisti incoraggiano i genitori nel fornire al bambino questi alimenti seguendo le dosi consigliate. Le caratteristiche nutraceutiche della carne assicurano all’organismo del piccolo l’energia necessaria e il giusto apporto di sostanze nutrienti atte a favorire un naturale sviluppo somatico e cognitivo.

Pappe già pronte o da preparare in casa?

Quando l’omogeneizzato è opportunamente scelto si riduce drasticamente il rischio di somministrare al bambino sostanze dannose per il suo organismo. Oggi in commercio è possibile reperire pappe già pronte da consumare, anche realizzate con prodotti biologici e raccomandate dai naturopati. In genere queste soluzioni sono consigliate per quelle mamme che hanno poco tempo da dedicare alla preparazione delle pappe, e risultano particolarmente pratiche e comode mentre ci si trova in viaggio.

In ogni caso la pappa realizzata con tagli di carne di prima qualità e preparata fra le mura domestiche è sicuramente da preferire. Buona regola è scegliere materie prime genuine e di sicura provenienza, meglio se a km zero o comunque locali. È inoltre preferibile utilizzare ingredienti semplici e di origine biologica, per essere certi di assicurare al neonato una crescita quanto più possibile sana e bilanciata. Tutti coloro che vogliono cimentarsi in cucina potranno quindi preparare omogeneizzati fai da te, personalizzati nel gusto e nella composizione, e dal costo sicuramente più contenuto rispetto a quello dei preparati. Per realizzare degli ottimi pasti ai propri figli sarà sufficiente disporre di un cestello che permette la cottura a vapore, un frullatore e una semplice grattugia.

Cucinare la carne per un neonato

Prima di iniziare la preparazione è necessario pesare la carne. A partire dal quarto e sesto mese non è possibile somministrare cibi solidi, ma solo carne in forma di crema, dunque tritata in maniera finissima. Basteranno dai 10 ai 15 grammi per pappa. La preparazione dovrà prevedere anche l’aggiunta di un brodo ricco in sostanze nutrienti.

Raggiunto il sesto mese di vita lo stomaco del bambino incomincia ad risultare sufficientemente sviluppato per poter consumare cibi solidi, anche se in questa fase la digestione risulta ancora molto lenta e delicata. Ecco perché è importante offrire al piccolo della carne bianca, di manzo o vitello sotto forma di omogeneizzato.

Arrivato al settimo mese lo stomaco del bambino è pronto per accogliere anche pietanze più complesse e carni in crema dalla maggior densità. Una volta che il piccolo abbia raggiunto i 10 mesi sarà possibile somministrargli diversi tipi di carne, tritata in piccoli pezzi. In questa fase è importante dargli da mangiare un tipo di carne alla volta, senza mischiare ad esempio manzo e tacchino nello stesso pasto, per educare le papille gustative del bimbo a riconoscere gusti e consistenze differenti.

Come cuocere la carne? I metodi maggiormente consigliati sono la bollitura e la cottura a vapore. Trattasi di sistemi salutari che riescono a ridurre i grassi senza far degradare più di tanto le proprietà nutrizionali della carne. Il tempo di cottura varia in base alla tipologia della carne scelta e al taglio. In genere le carni bianche e il vitello richiedono minor tempo di bollitura rispetto al manzo. In ogni caso la carne dovrà risultare sufficientemente tenera e morbida.

Ultimata la preparazione si dovrà procedere alla tritatura. Il neonato non ha ancora i denti e non può quindi praticare la masticazione. La carne potrà essere sminuzzata con un frullatore ad immersione e condita semplicemente utilizzando un filo di olio extravergine di oliva e pochissimo sale. Bisogna far presente che i grassi non vengono smaltiti dall’intestino del neonato, quindi è sempre meglio essere parsimoniosi nell’aggiunta dei condimenti.

La carne ha sempre un sapore molto gradevole per un neonato e l’aggiunta di alcune verdure potrà rendere il frullato ancora più delizioso e profumato. A questo proposito è possibile frullare la carne con la patata lessa per restituire all’alimento una consistenza meno fibrosa oltre che un sapore maggiormente appetibile.

Quando nella bocca del piccolo inizieranno a spuntare i premolari sarà possibile passare alla carne tagliata in piccoli pezzetti, quindi non più passata e sminuzzata, per realizzare manicaretti saporiti ma sempre morbidi e dalla facile digeribilità. Sarà così possibile preparare anche delle gustose polpette e proporre al bambino tagli di carne diversi e preparati secondo differenti tipi di cottura.

Omogeneizzati di carne: come prepararli

Il procedimento è molto semplice e alla portata di tutti. La dose per 7 vasetti richiede 100 grammi di carne di pollo, tacchino o manzo, avendo cura di scegliere materie prime di alta qualità.

Inserire la carne all’interno del cestello a vapore e cuocerla per circa 1 ora. In alternativa si può portare ad ebollizione la carne direttamente in 100 ml di brodo vegetale, proseguendo poi la cottura fino a quando il liquido non sarà completamente ritirato.
Frullare la carne aggiungendo poco per volta del brodo vegetale fino a quando il composto non abbia raggiunto una consistenza uniforme e piuttosto densa. Una volta terminata la cottura, sarà sufficiente condire la carne con poco sale e un filo di olio extravergine di oliva.
L’omogeneizzato così ottenuto potrà essere conservato all’interno di vasetti sterilizzati, che andranno riscaldati a bagnomaria per circa mezz’ora in modo da pastorizzarli. Infine si lasciano raffreddare a temperatura ambiente i vasetti che possono essere conservati in frigo fino a 5 giorni e nel freezer per un massimo di 3 settimane.
Ai pezzi di carne è possibile aggiungere patate, lenticchie, verza, spinaci e altre verdure per realizzare omogeneizzati ogni volta diversi. Dopo il primo anno di vita, quando ormai la bocca del bambino è provvista della prima dentatura da latte, la carne potrà essere servita anche sminuzzata e accompagnata da gustose e nutrienti salse di verdure, che favoriscono l’assorbimento delle proteine. L’alimentazione a base di carne deve essere cambiata e si evolve seguendo il ciclo di crescita del neonato.
A questo punto non rimane che affidarsi con fiducia al vasto assortimento delle carni Forma: il meglio del gusto e della qualità, ovvero il massimo che è possibile offrire ad ogni neonato e portare in tavola. Gli addetti alla vendita sapranno consigliare i tagli più freschi e selezionati per preparare in casa pappe gustose e altamente nutrienti per una sana e robusta crescita.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente scopo informativo generale e non possono in nessun caso essere considerate suggerimenti medici. Si raccomanda pertanto di chiedere sempre il parere del proprio pediatra riguardo qualsiasi indicazione riportata.

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